Nei dintorni

Storia


 

Rivara è un paese molto antico, ed il primo documento in cui esso viene citato è un diploma dell’Imperatore Enrico del 1014 che lista i possedimenti dell’Abbazia di Fruttuaria che arrivavano fino a Rivara.

Durante il Tuchinaggio (periodo caratterizzato da sollevazioni popolari a cavallo della fine del trecento) a Rivara in modo civile si venne a patti con i Signori e si appianarono pacificamente le controversie avendo come sommo arbitro il Marchese Teodoro di Monferrato in persona.

Alla morte dell’ultimo dei Conti Valperga di Rivara, Ignazio Domenico, già governatore della Regia Accademia dei Nobili, caduto nell’ottobre 1796 durante l’invasione francese guidata da Napoleone, la proprietà dei due castelli passa al Patrimonio Regio.

Nella seconda metà dell’800 diviene luogo d’incontro dei pittori della Scuola di Rivara.

Monumenti e luoghi di interesse


 

Castello di Rivara

Castello di Rivara

Il Castello di Rivara si articola su due fabbricati, il Castel Vecchio ed il Castello Nuovo, testimoniando il passato storico di Rivara. Il complesso del castello fa parte del circuito dei castelli del Canavese.

Il Castel Vecchio appartenne ai Conti di Valperga. L’edificio possiede tutt’oggi gran parte della sua architettura medievale, e si possono vedere due torri d’angolo, di cui una con merli, piuttosto alta, che ha anche delle finestre gotiche in cotto.

Il Castello Nuovo, o Inferiore, ha subito profondi mutamenti nel corso dei secoli, con l’alternarsi dei discendenti dei Conti di Valperga-Rivara, sino al 1793, anno in cui la casata si estinse. L’ala che venne aggiunta nel 1835 gli diede un nuovo aspetto trasformandolo in un edificio a pianta rettangolare, con un torrione in posizione centrale. Il palazzo subì ulteriori cambiamenti quando l’architetto Alfredo d’Andrade ne modificò la facciata.

Altri edifici

Fioritura di Magnolia Hypoleuca nel Parco di Villa Ogliani a Rivara
  • Villa Ogliani: Edificata a cavallo della metà dell’Ottocento in stile neoclassico dall’architetto Formento, per subire una successiva trasformazione in stile liberty, fu la residenza estiva del banchiere Carlo Ogliani e vide la nascita del movimento artistico noto come Scuola di Rivara ad opera del cognato Carlo Pittara. L’edificio, articolato su tre piani fuori terra è stato acquistato dal Comune di Rivara nei primi anni ’90 e restaurato per poter ospitare la nuova sede municipale. Oltre al palazzo comunale vi hanno sede la Comunità Montana Alto Canavese ed il GAL Valli del Canavese.

Sequoie californiane nel Parco di Villa Ogliani a Rivara
  • Parco di Villa Ogliani: Menzione a sé merita lo splendido parco che circonda Villa Ogliani e che, su una superficie di circa tre ettari, racchiude un gran numero di essenze esotiche. Nato in modo coevo all’edificazione della Villa, il parco venne progettato e curato dal giardiniere reale Capello che realizzò un grande giardino all’inglese arricchendolo con piante provenienti dalle americhe e dall’estremo oriente. Si segnala la presenza tra le specie europee di oltre cinquanta esemplari d’alto fusto di olmo inglese (ulmus procera), ormai molto rari, oltre ad alcuni pini neri marittimi (pinus nigra) e lecci (quercus ilex) e poi tigli (tilia cordata) carpini (carpinus betulus) e ippocastani (aesculus hippocastanum). Tra le specie americane meritano menzione le sequoie californiane (sequoia sempervirens) alte circa 35 metri, le splendide magnolie (magnolia grandiflora e magnolia fraseri) ed i rari cipressi calvi (taxodium distichum). Le specie asiatiche annoverano delle sofore (sophora japonica), dei ginko (gingko biloba), delle criptomerie (cryptomeria japonica), e delle notevoli magnolie giapponesi (magnolia hypoleuca). Divenuto parco pubblico in seguito all’acquisizione da parte del Comune, lo spazio è stato arricchito dalla trasformazione delle ex serre in biblioteca e sala convegni.

Serre di Villa Ogliani a Rivara
  • Teatro Comunale: risalente nella sua attuale foggia alla seconda metà dell’Ottocento, sorge nel luogo ove risiedeva l’unica sala comunale sino all’inizio dell’Ottocento. Di fronte ad esso, fu più volte innalzato l’Albero della Libertà in epoca Rivoluzionaria prima e Napoleonica in seguito. Successivi ampliamenti lo portarono alle dimensioni attuali. Completamente restaurato nei primi anni duemila, può vantare un sipario attribuito a Carlo Pittara.
  • Mercato coperto: di fronte al Teatro, è comunemente conosciuto come l’ala dai rivaresi, venne realizzato nella seconda metà dell’Ottocento su iniziativa di Carlo Ogliani su di un terreno donato dalla famiglia Gays.

Architetture religiose

  • Chiesa di San Giovanni Battista: Edificata verso il 1500 intorno ad una più antica cappella dedicata alla natività, venne originariamente consacrata alla Madonna, per vedere poi prevalere il più antico patrono locale. Originariamente era priva di campanile, che venne realizzato solo nel 1768. La chiesa vanta un doppio affresco di scuola spanzottiana recentemente restaurato e la presenza di un pregevole organo Bossi-Vegezzi risalente al 1871.
  • Chiesa dell’Annunziata: Edificata in corrispondenza di una delle porte dell’antico ricetto intorno al 1500, questa pregevole chiesa venne decorata alla maniera barocca nel 1684 e presenta un singolare campanile triangolare, caratteristica rara ma non unica in Canavese. Sulla porta d’ingresso è visibile un affresco della Sacra Sindone. La confraternita dell’Annunziata è stata ufficialmente sciolta solo nel 2006.
  • Chiesa di San Bartolomeo: La chiesa di Camagna risale almeno al 1649.
  • Chiesa di San Giovanni Decollato: Citata per la prima volta in una donazione del 1277, doveva certamente esistere già prima dell’anno 1000. A questa antica pieve, allora dedicata alla natività di San Giovanni, facevano riferimento in origine gli abitati di Rivara, Forno, Camagna e Busano. Più tardi divenne nota col nome di San Giovanni extra terram Riparie, in seguito allo spostamento del borgo. Nel 1418 venne visitata da San Bernardino da Siena, che vi predicò. L’attuale edificio è esito di un ampliamento effettuato nella prima parte dell’Ottocento (la soglia reca la scrittà MUNCIPALITA’ 1799) probabilmente completato nel 1814, come ultimo ampliamento di una preesistene costruzione, presumibilmente seicentesca, sorta sulle rovine del fabbricato più antico, completamente crollato a seguito dell’abbandono della zona circostante e lo spostamento del concentrico del Comune nell’attuale posizione. Nello stesso periodo si costituì una associazione di capi famiglia denominata Badia dei Quaranta del Drapò che si occupava della cura della chiesa e che si sciolse nel corso dell’Ottocento. Della preparazione delle funzioni per la festa del santo, il 29 agosto, si occuparono allora gli abitanti della borgata. Gli stessi abitanti hanno costituito nel 2000 un comitato, denominato come l’antica badia, che organizza ogni ultima domenica di agosto i festeggiamenti in onore della decollazione del Battista, appuntamento immancabile per i rivaresi.[4]
  • Cappella di San Grato: Di poco posteriore al 1600, sorge sulla strada che da Rivara porta a Barbania.
  • Cappella di San Gaetano: Edificata intorno al 1730 dagli abitanti di Crosaroglio e più volte ristrutturata in seguito.
  • Cappella della Madonna di Viana: Costruita nel 1610 sulla strada che da Rivara sale a Camagna deve il suo nome alla pittoresca posizione a picco sul torrente.
  • Cappella di San Rocco: Molto antica, risalente forse addirittura al 1350. Il portico crollato venne ricostruito dopo il 1800, appena due anni prima dell’inaugurazione dell’adiacente cimitero, fondato per ordine del governo napoleonico.
  • Piloni votivi: Espressione della devozione popolare e molto importanti nell’ambito delle cerimonie religiose a carattere agricolo, i piloni votivi sono diffusi su tutto il territorio rivarese e contribuiscono in maniera determinante a definire i caratteri tipologici del paesaggio locale.

Percorso artistico “La Scuola di Rivara”


 

Inaugurato nel 2012, propone, attraverso dodici riproduzioni di altrettante opere di artisti ascrivibili alla cosiddetta Scuola di Rivara collocate in corrispondenza degli scorci ritratti, una sorta di viaggio nel tempo alla scoperta del paesaggio canavesano dell’Ottocento in un momento di cruciale evoluzione per l’arte figurativa piemontese e italiana. Le opere riprodotte appartengono ai pittori Carlo Pittara, Ernesto Rayper, Alfredo d’Andrade, Federico Pastoris di Casalrosso, Eugenio Gays e Giovanni Battista Carpanetto.

Fonte dati: WIKIPEDIA
http://it.wikipedia.org/wiki/Rivara